Le consulenze tecniche sul pc portatile di Alberto Stasi continuano a restituire una verità frammentata. Da un lato, i consulenti incaricati dai legali della famiglia Poggi sostengono che la sera del 12 agosto Chiara avrebbe aperto la cartella “Militare”, al cui interno erano contenute 7.000 immagini pornografiche. Dall’altro, i consulenti della difesa di Alberto Stasi ritengono invece che la 26enne avrebbe lavorato alla tesi del fidanzato, senza visionare quei contenuti. Due letture opposte degli stessi dati, che riaccendono il confronto sull’interpretazione delle prove digitali nel delitto di Garlasco.
L’analisi tecnica non riguarda solo la semplice sequenza di apertura dei file, ma punta a stabilire eventuali comportamenti che possano contribuire a delineare un possibile movente dell’omicidio. “Dopo 18 anni è difficile ricostruire la cronologia delle attività effettuate sui pc, ma non impossibile, seppur entro certi limiti”, spiega a Il Giornale l’ingegnere informatico forense Michele Vitiello.
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