L’ingegnere Michele Vitiello, perito informatico forense incaricato dalla Corte d’Assise di Modena, ha analizzato i filmati in cui si vede l’auto della trentaduenne morta nella notte del 18 novembre 2022 a Fossa di Concordia: «La definizione delle immagini è troppo bassa, c’è un corpo accovacciato ma non si può dire chi sia».
MODENA. È stata la questione telecamere a tenere banco ieri nella nuova udienza del processo per la morte di Alice Neri, la trentaduenne trovata morta carbonizzata nelle campagne di Fossa di Concordia il 18 novembre 2022. Unico imputato, il trentenne tunisino Mohamed Gaaloul. Ieri mattina in aula è stato sentito l’ingegnere Michele Vitiello, il perito informatico forense incaricato dalla Corte d’assise di esaminare fotogramma per fotogramma i filmati delle telecamere stradali che quella notte ripresero i passaggi dell’auto di Alice, una Fiesta, dopo essersi allontanata con Gaaloul dallo Smart Cafè di Concordia. Si tratta in particolare di tre passaggi nelle prime ore del 18: alle 3.51, alle 4.01 e alle 5.15. Sono filmati di pochissimi secondi, che sono stati analizzati con precisione ingegneristica.



